A g r i C u l t u r a

Leonardo Laureti – Agronomist & Farmer

Indicazioni da apporre in etichetta per un olio extra vergine di oliva

La normativa sull’etichettatura dell’olio d’oliva, come di tutti i prodotti alimentari, è piuttosto complessa.
Vi sono infatti normative orizzontali, come il Dlgs 109/1992, che anche il comparto olivicolo deve rispettare e leggi specifiche, quali il Reg. CE 1019/2002, poi consolidato e integrato col Reg. CE 182/2009.
A seguire questi regolamenti comunitari vi sono i decreti attuativi italiani, come il Dlgs 225/2005, sulle sanzioni, e il DM 10 novembre 2009 che recepisce l’etichettatura d’origine obbligatoria.

1) Le indicazioni obbligatorie sono:

  • denominazione di vendita (olio extra vergine d’oliva con indicazione supplementare (olio di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediate procedimenti meccanici)
  • termine minimo di conservazione (esprimibile come mese/anno o giorno/mese/anno)
  • lotto di confezionamento (non necessario se il termine minimo di conservazione è espresso come giorno/mese/anno)
  • quantità netta
  • nome confezionatore e sede
  • non disperdere nell’ ambiente. Può essere sostituita dal pittogramma (immagine dell’uomo che butta la bottiglia nel cestino)

Si ricorda che denominazione di vendita, quantità netta e termine minimo di conservazione devono essere posti nello stesso campo visivo.

Nota: la dimensione dei caratteri deve essere di almeno 1,2 mm, nel caso in cui i contenitori hanno una superficie minore di 80 cm2 la misura del carattere deve essere almeno 0,9 mm. E’ inoltre in corso di approvazione a Bruxelles una norma per cui la dimensione dei caratteri non possa essere inferiore ai 3 mm.

2) Origine obbligatoria in etichetta
Per designazione dell’origine si intende l’indicazione di un nome geografico sull’imballaggio e sull’etichetta ad esso acclusa (art. 4 par. 1 comma 3, Reg. CE 1019/02).
In particolare è obbligatorio indicare sull’etichetta l’origine:
– comunitaria o un riferimento all’Unione europea (es UE, Made in UE o simili)
– Stato membro dell’UE (es Italia, Made in Italy o simili)
– Stato extra UE (es Tunisia, Made in Tunisia o simili)
– nome geografico relativo a una Dop/Igp (es Terra di Bari, Toscano ecc)
E’ utilizzabile anche la dizione: “miscela di oli comunitari ed extra comunitari”
Eventuali zone più ampie (es. Mediterraneo) è utilizzabile solo se accompagnato dalla designazione di origine prevista dal regolamento (Comunità, Paese Membro, Paese Terzo, Dop/Igp, miscela oli comunitari ed extra comunitari).
E’ vietata l’indicazione in etichetta di qualsiasi altro nome geografico diverso da quelli sopra elencati.

Ora è possibile anche scrivere: olio italiano, oppure italiano, oppure prodotto italiano. Si può introdurre insieme ad una delle indicazione riportate anche la bandiera italiana.

Non sono da considerarsi come designazione dell’origine il nome dell’impresa o del marchio, la cui domanda di registrazione sia stata presentata entro:
31 dicembre 1998 per i marchi d’impresa
31 maggio 2002 per i marchi comunitari

3) Indicazioni facoltative
Ogni singola partita di prodotto deve essere accompagnata dall’idonea documentazione attestante l’effettivo possesso dei requisiti:
– per estratto a freddo o prima spremitura freddo: certificazione del frantoio.
– per caratteristiche chimiche (acidità, perossidi, cere, assorbimento ultravioletto): analisi ai sensi del reg. CE 2568/91

4) Scadenza e Lotto di confezionamento

La data di scadenza se include il giorno (gg/mm/aaaa) permette di non apporre in etichetta il lotto. Nel momento in cui per motivi di tranciabilità l’azienda decide di usare i lotti di confezionamento, la data di scadenza la può scrivere come mm/aaaa.

5) Capienza
Per la capienza occorre rispettare delle dimensioni minime che il carattere deve avere:

  • 3 mm fino a 0.20 litri
  • 4 mm fino a 1 litro
  • 6 mm se la quantità è superiore ad un littro

6) Indicazioni organolettiche
E’ il Reg. 640/09 a stabilire come possono essere riportate e cosa può essere riportato sulle etichette, previo esame organolettico effettuato da un panel ufficiale.
Sono previste in particolare le seguenti definizioni:
– amaro
– piccante
– fruttato
Tali indicazioni possono essere accompagnate dal grado di intensità (leggero, medio, intenso).
E’ inoltre previsto la possibilità di utilizzo delle dizioni “dolce” ed “equilibrato”.
Si ricorda che tutte le suddette dizioni devono essere autorizzate da apposito certificato firmato da un Capo Panel. Il certificato è valido solo per la partita certificata.
Il confezionatore si assume inoltre la responsabilità che le caratteristiche organolettiche indicate rimangano inalterate per l’intera vita del prodotto.

7) Definizioni diverse
Per i claims (ovvero frasi o diciture che facciano riferimento a proprietà nutrizionali o salutistiche) si deve fare riferimento al Re. CE 1924/2006. Non sono ammesse diciture o indicazioni non comprese nel regolamento o non autorizzate dall’Efsa (Ente per la sicurezza alimentare europea).,

8) Indicazioni sulla conservazione
Sebbene la dizione “conservare in luogo asciutto, al riparo dalla luce e da fonti di calore” non sia obbligatoria, la collocazione in etichetta è suggerita dalle Autorità.

9) Altre indicazioni aggiuntive
Fatto salvo il principio che “quanto non è proibito è ammesso”, ulteriori indicazioni poste in etichetta quali ad esempio:

  • cultivar utilizzate
  • anno di produzione
  • indicazioni varie (naturale, puro, genuino, selezionato da, garantito da…)

vanno adeguatamente supportate da un sistema di tracciabilità e da idonea documentazione che, si ricorda nuovamente, deve far sempre riferimento a ogni singola partita di prodotto.

10) Elementi aziendali ed immagini.
 In etichetta possono essere riportati i dati aziendali, il nome, del prodotto, ed altri riferimenti purché non facciano riferimento a luoghi geografici (es: non può essere usata la parola Umbria come pubblicità. A meno che non sia un prodotto certificato Dop)
Oltre ai dati dell’azienda in etichetta occorre riportare l’indirizzo o il nome del confezionatore.
L’azienda può introdurre in etichetta immagini e foto, purché queste non facciano riferimento a luoghi che riconducano al territorio regionale

Nota: se l’azienda è assoggettata a certificazione l’etichetta va sottoposta anche all’ente certificatore che l’approva (biologico e Dop), ed in ogni caso una volta definita, prima di inviarla in stampa si consiglia di inoltrarla all’ICQRF.

Nuova modifiche dal 1° gennaio 2014

Le modifiche al regolamento 29/2012 sono ancora in fase di annuncio ma ormai il loro varo è imminente, anche se col giallo.
Tre le novità più importanti:
dimensione dei caratteri. Queste le misure: 2 mm, se il volume nominale del contenitore è uguale o inferiore a 25 cl; 3 mm, se il volume nominale del recipiente è superiore a 25 cl ma inferiore o uguale a 100 cl cl; 4 mm se il volume nominale del recipiente è superiore a 100 cl
tappo antirabbocco: sarà obbligatorio a partire da 1 gennaio 2014 per la vendita nel canale Horeca (Hotel, Ristornati, Catering). Gli oli confezionati e/o commercializzati prima di tale data non sono assoggettati alla norma
annata di produzione: dal 1 gennaio 2014, è inseribile in etichetta solo se il 100% dell’olio proviene dalla campagna olearia indicata
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