A g r i C u l t u r a

Leonardo Laureti – Agronomist & Farmer

Un progetto per l’agricoltura umbra e non solo

Il seguente lavoro è il risultato di un brainstorming per l’agricoltura umbra coordinato dal prof. Pennacchi, all’interno di un progetto “Laboratorio di idee per l’Umbria”

Le imprese agricole:

  • condizioni di elevata incertezza;
  • fortemente dipendenti dalle oscillazioni del mercato;
  • non alta attenzione alle innovazioni di processo e di prodotto;
  • limitata integrazione verticale tra i soggetti delle filiere;
  • bassa integrazione orizzontale sul territorio per costruire identità produttive;
  • difficoltà delle istituzioni locali a definire politiche per valorizzare le varietà di contesto, sia delle imprese che dei territori;
  • non esaltante efficienza ed efficacia degli enti e delle istituzioni dedicati:
  • alla gestione e al controllo delle politiche,
  • alla ricerca e al trasferimento delle innovazioni,
  • alla rappresentanza delle imprese e dei lavoratori,
  • alla gestione del credito;
  • difficoltà di instaurare un rapporto diretto con i consumatori per ridurre il condizionamento della distribuzione

Centralità dell’impresa e innovazione:

  • il mercato ha spostato i propri interessi sia a livello geografico che settoriale;
  • le aziende agricole devono legarsi al territorio;
  • gli imprenditori hanno fatto cose importanti, anche se isolati dalle Istituzioni, dalla ricerca, dal credito al momento dell’utilizzo delle nuove tecnologie;
  • difficoltà a trovare personale preparato a gestire le innovazioni, a tutti i livelli;
  • si fa poca innovazione e si vendono prodotti vecchi; quando un prodotto lo fanno tutti si riduce la competitività;
  • per la competitività è indispensabile un rapporto non casuale con il mondo della formazione e della ricerca regionali;
  • creare innovazioni endogene per radicare il più possibile le aziende dell’agroalimentare al territorio;
  • le imprese devono diventare più grandi e trovare il modo di appropriarsi una parte maggiore del valore che si crea lungo la filiera;
  • per avere successo, le imprese devono realizzare una rete, tra di esse, ma con gli altri soggetti sociali ed economici

Identità territoriale:

  • le limitate risorse disponibili impediscono alle imprese di promuovere la produzione per collocarsi nel mercato nazionale e internazionale;
  • gli operatori si propongono in modo frazionato: “Così, non esistiamo e i consumatori nazionali dei nostri prodotti pensano che siamo toscani”;
  • si corre dietro a etichettature inadatte dei prodotti; solo quelle europee sono riconosciute;
  • è urgente una politica regionale che valorizzi le attività interne mettendo a sistema la cultura, la storia, il territorio della Regione;
  • bisogna promuovere l’Umbria con un unico marchio;
  • il territorio deve avere un’immagine moderna: “Conservare ciò che abbiamo di bello, ma con costante attenzione alla competitività di prodotto”;
  • servono regole chiare e non opprimenti affinché gli imprenditori innovatori non siano considerati come “guastatori”del territorio;
  • le aziende agricole, con la multifunzionalità, fanno vivere il territorio.

Efficacia delle politiche:

  • non sono mancate le risorse, ma carente il modo in cui sono state gestite;
  • si sta affrontando la crisi con poche idee concrete e appropriate al territorio;
  • gli incentivi “a pioggia” indirizzano le imprese a pensare agli incentivi che si ottengono coltivando un prodotto e non a quello che si deve produrre;
  • il decisore pubblico deve:
  • mettere l’economia al centro delle proprie scelte
  • indicare azioni precise per indirizzare le innovazioni
  • valutare correttamente l’innovazione dei progetti presentati
  • creare un legame migliore con gli operatori per valutare i progetti del futuro
  • fissare strategie di sistema, non solo per singole parti della regione
  • promuovere le filiere agro-alimentari ritenute più importanti
  • semplificare l’operato delle amministrazioni per diminuire la burocrazia
  • promuovere la formazione professionale dei giovani
  • agevolare la multifunzionalità “sociale”, non solo verso gli enti pubblici.

Quali strategie?

Molte delle questioni emerse sono da tempo in essere. E’ urgente trovare un modo per risolvere i problemi, piuttosto che continuare a parlare su di essi.  Con la partecipazione di tutti i soggetti del territorio, bisogna individuare metodi e procedure innovativi ed efficaci per dialogare, fare scelte e definire risposte concrete per lo sviluppo

  • Lavorare insieme per valorizzare il lavoro dei singoli e la competitività di tutti i settori economici;
  • La spesa pubblica indirizzata dal criterio dell’efficacia, prima ancora che da quello dell’efficienza;
  • Sull’innovazione deve essere costruito il futuro di tutti noi (Europa 2020);
  • Creare l’identità del territorio regionale basata sullo sviluppo sostenibile;
  • La multifunzionalità dell’agricoltura è un punto di forza per costruire una reale green economy nel Cuore Verde d’Italia

Quali azioni?

  1. Una più attenta analisi della situazione reale per fissare le direzioni da percorrere
  2. Promuovere la cooperazione tra gli operatori di tutti i settori economici
  3. Concentrare le azioni pubbliche su priorità programmatiche condivise (es. filiere della norcineria, del latte e dei cereali);
  4. Individuare l’agenzia per la promozione dell’Umbria;
  5. Promuovere le imprese dei giovani e l’occupazione giovanile;
  6. Creare il laboratorio per lo sviluppo delle conoscenze previsto nel D.A.P. per una reale collaborazione tra imprese, istituzioni, ricerca e formazione;
  7. Sviluppare progetti innovativi per la green economy nell’agro-alimentare, anche promuovendo sinergie tra i programmi comunitari;
  8. Fissare politiche efficaci per esaltare il rapporto tra alimentazione e salute;
  9. Ri-organizzare e semplificare l’assetto dell’amministrazione pubblica.
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Questa voce è stata pubblicata il 10/11/2013 da in Politica agricola con tag , , .
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