A g r i C u l t u r a

Leonardo Laureti – Agronomist & Farmer

Emissioni e sink di anidride carbonica nel settore agricolo.

Nonostante l’adattamento rimanga una priorità delle politiche per fronteggiare i  cambiamenti climatici in agricoltura , il settore ha un ruolo non marginale anche  nella mitigazione delle emissioni di gas a effetto serra, ovvero il loro contenimento per  diminuire gli impatti delle attività antropiche sul riscaldamento globale.
Per poter predisporre delle politiche di mitigazione, è evidentemente necessario misurare e monitorare tutti i settori di attività che  contribuiscono ad emettere gas serra in  atmosfera. Su questo fronte, il 2013 è stato un anno particolarmente importante per il  calcolo del contributo del settore alla stabilità climatica, in quanto sono state pubblicate due  decisioni che riguardano le emissioni del settore. La prima di queste decisioni è quella  sull’assegnazione dei tetti annuali delle emissioni nazionali di alcuni settori produttivi  (compresa l’agricoltura) che era attesa per quest’anno e che permetterà di inserire gli sforzi  di mitigazione del settore nel quadro degli obiettivi comunitari di mitigazione. La seconda è  la vera novità della politica climatica UE, rappresentata dalla decisione sulle norme comuni  di contabilizzazione per il settore LULUCF (Land use, land use change and forestry), fino ad  oggi escluso dalla stima delle emissioni comunitarie.  Per quanto riguarda le assegnazioni annuali di emissioni dei singoli Stati Membri (di  seguito SM), per il periodo dal 2013 al 2020, esse sono state pubblicate il 26 marzo 2013  (Decisione della Commissione n. 2013/162/UE), in ottemperanza a quanto stabilito nel  2009 dalla Effort sharing decision.

I riflessi della normativa sul settore agricolo, dipenderanno  dalle misure messe in campo per raggiungere tali obiettivi; infatti, resta facoltà degli SM  decidere quali misure attuare e quali obiettivi settoriali porsi. Per i settori come quello  dell’edilizia e dei trasporti su strada, alcune decisioni sulle misure cui uno SM può ricorrere,  avranno anche dei riflessi sul settore agro-forestale, in quanto, ad esempio, esse possono  riguardare la sostituzione di carburanti fossili con biocarburanti e l’utilizzo delle energie  rinnovabili per il riscaldamento.
Tra le misure di mitigazione delle emissioni più strettamente agricole, nei report tecnici  per la Direzione generale Clima, vengono analizzate quelle relative al recupero di biogas da  deiezioni animali e alla diminuzione delle emissioni dovute alla fertilizzazione dei suoli, per  valutarne le modalità di attuazione in alcuni Stati, mettendo in evidenza le criticità sorte e  facendo emergere le potenzialità di sfruttamento di tali misure.
La seconda decisione rappresenta invece una novità assoluta nella politica climatica  europea che, ad oggi, escludeva le emissioni e gli assorbimenti del settore LULUCF. Eppure  tale settore, è l’unico capace di sottrarre e trattenere naturalmente anidride carbonica
dall’atmosfera e, evidentemente, alcuni usi del suolo, cambiamenti d’uso del suolo, nonché  pratiche di gestione, possono migliorare o peggiorare questa capacità naturale di accumulo  di carbonio, portando a importanti impatti sulle emissioni di gas serra. Pertanto la stima
delle emissioni provenienti da questa categoria, è importante per garantire una maggiore  integrità ambientale in termini sia di politiche climatiche ed energetiche, sia di gestione del  suolo. Inserire il settore LULUCF negli sforzi di mitigazione a livello comunitario ha, inoltre,  la finalità di allineare le politiche climatiche comunitarie e internazionali.

Per tali ragioni, a  marzo 2012, rispondendo a quanto stabilito dalla Effort Sharing Decision, la Commissione ha  presentato al Parlamento europeo e al Consiglio, nell’ambito della procedura legislativa  ordinaria, una proposta di decisione per armonizzare e migliorare le norme di
contabilizzazione degli assorbimenti e delle emissioni di gas serra per il settore LULUCF  (COM(2012)93final). Tale proposta è scaturita nella decisione n. 529/2013/UE del  Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2013 e prevede un quadro legislativo  separato per l’inclusione del settore nella politica climatica Ue, con un approccio graduale  in due tempi di implementazione: un primo in cui definire il quadro di riferimento per la  contabilizzazione delle emissioni e un secondo in cui prevedere dei target di mitigazione.
Il primo momento, quindi, non prevede dei vincoli alle emissioni perché l’esistenza di  dati credibili e affidabili è un prerequisito indispensabile per assicurare un quadro di azione  solido e regole armonizzate. Solo se il sistema di contabilizzazione si dimostrerà  sufficientemente robusto, una volta che le regole sono stabilite e i dati raccolti, si può  pensare di includere il settore negli obiettivi di mitigazione.
Le principali modifiche apportate e le differenze con il contesto internazionale attuale,  che interessano più direttamente il settore agricolo, riguardano la contabilizzazione obbligatoria anche della gestione dei suoli agricoli e dei prati e pascoli (cropland management e  grazing land management) dal 2021. Rilevante per il settore forestale, invece, è la  contabilizzazione degli stock di carbonio dei prodotti legnosi che, ad oggi, erano considerati  un’emissione netta per il settore. Per quanto attiene alle regole di contabilizzazione, la  proposta non è tuttavia coerente con le regole approvate a Durban, introducendo, di fatto,  un’altra contabilità parallela delle attività LULUCF.

Un altro importante elemento di novità della decisione è rappresentato dal fatto che gli  SM devono fornire informazioni sulle azioni nazionali intraprese per limitare o ridurre le  emissioni, e mantenere o aumentare le rimozioni, del settore.  Queste informazioni  dovrebbero essere elaborate garantendo che sia consultata una vasta gamma di soggetti  interessati e devono contenere almeno le seguenti indicazioni relative a ciascuna delle attività contabilizzate:

  • la descrizione dei trend passati delle emissioni e degli assorbimenti;
  • le proiezioni per le emissioni e gli assorbimenti per il periodo contabile corrispondente;
  • l’analisi del potenziale di mitigazione delle emissioni e di aumento dei sink;
  • un elenco di misure da adottare al fine di perseguire tali obiettivi,
  • le politiche attuali e quelle pianificate per l’attuazione di queste misure,
  •  i tempi per l’adozione e l’attuazione delle misure indicate.

Alcune tra le misure che gli SM devono indicare, per diminuire le emissioni o aumentare i sink di carbonio dalla categoria LULUCF, vengono elencate a titolo esemplificativo e non esaustivo, in allegato alla decisione (per ogni categoria di stima delle emissioni).

La decisione di rendere obbligatoria la contabilizzazione delle emissioni relative alla  gestione dei suoli agricoli e dei prati e pascoli, aveva suscitato pareri non favorevoli da parte  degli SM. Questo perché nonostante si riconosca l’importanza di ridurre le emissioni  relative all’uso del suolo agricolo, non si vogliono trascurare gli obiettivi di sicurezza  alimentare e di mantenimento di capacità produttiva del settore. Inoltre, molti SM non sono  favorevoli a questa tipologia di contabilizzazione per la mancanza di dati affidabili,  soprattutto relativamente ai trend passati. Anche per queste ragioni l’approccio che è passato  è quello graduale per cui, gli SM che hanno necessità di migliorarne i dati, hanno tempo fino  al 2021 per farlo (per tutta la serie storica di interesse).
Per quanto riguarda i riflessi sul settore del quadro legislativo proposto, va sottolineato  che la decisione della CE è diretta agli SM, pertanto nessun agricoltore o gestore forestale  deve fare nulla in virtù della stessa. Tuttavia, ovviamente, dalla contabilizzazione e dalla
futura decisione sui target di riduzione potranno derivare dei vincoli o delle opportunità per  le aziende del settore. La proposta, infatti, avrà delle importanti ripercussioni su diverse politiche europee esistenti, che sono lo strumento principale che potrà essere usato per  incoraggiare la mitigazione delle emissioni del settore.

Da un lato, pertanto, le regole di contabilizzazione del settore LULUCF cattureranno gli  effetti sulle emissioni di misure attuate attraverso la PAC, o le politiche per la produzione di  energia da fonti rinnovabili. Dall’altro le politiche esistenti sono l’unico modo per  influenzare il trend dei cambiamenti d’uso del suolo. Guardando alla PAC, ad esempio, la  contabilizzazione del settore LULUCF permetterebbe di cogliere gli effetti del greening nel  primo pilastro della PAC e di alcune misure (ad es. agro-climatico-ambientali) nel secondo,  offrendo così una valutazione quantitativa dei progressi fatti, e contribuendo a migliorare la  percezione dei contribuenti nei confronti della politica agricola. Nello stesso tempo, la PAC,  rappresenta lo strumento principale per introdurre misure che permettano di aumentare o  mantenere i sink di carbonio agroforestali, soprattutto ricorrendo alle misure esistenti che  sono attualmente sottoutilizzate dagli Stati membri; ciò è abbastanza evidente guardando  alle misure indicate in tabella 1, che comprendono azioni già esistenti nel quadro della  politica agricola.
Per quanto riguarda la produzione di energia da fonti rinnovabili, invece, la contabilità  delle attività LULUCF può servire per promuove una maggiore sostenibilità delle produzioni  nazionali, poiché essa garantirà che siano computate le emissioni da biomassa utilizzata a
fini energetici (che oggi sono considerate pari a zero).
Evidentemente, l’applicazione del nuovo quadro di azione europea per i cambiamenti  climatici, può rappresentare l’opportunità di implementare una politica che incentivi a  comportamenti responsabili da un punto di vista della mitigazione delle emissioni, anziché
porre vincoli e divieti, garantendo così la crescita e la produttività del settore agroforestale  e, al tempo stesso, la stabilità climatica. Per fare ciò, tuttavia, occorrerebbe che, i soggetti  che “producono” crediti di carbonio, fossero ricompensati per i loro sforzi di mitigazione,
argomento, questo, che non viene trattato nella proposta attuale, che riguarda solo le regole di contabilizzazione.

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Questa voce è stata pubblicata il 11/11/2013 da in Politica agricola con tag , , .
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