A g r i C u l t u r a

Leonardo Laureti – Agronomist & Farmer

Il decalogo della Terra per AGIA (giovani della CIA)

SCARICA IL Decalogo della terra (Agia- associazione giovani imprenditori agricoli)

Da sempre nell’economia agricola il valore del “Bene Terra” ha avuto grande interesse essendo il fattore produttivo principale dell’azienda agricola.E’ un bene prezioso in quanto limitato, non riproducibile, contendibile e il cui consumo per altre destinazioni ne riduce o annulla la possibilità di utilizzazione da parte degli agricoltori.
Nell’economia globalizzata è diventato un bene rifugio sia per ripararsi dagli eccessi della finanziarizzazione dell’economia che per garantire la
sicurezza alimentare a una popolazione mondiale in continua crescita (land grabbing).
L’Istat con l’ultimo Censimento generale dell’agricoltura ha evidenziato che dall’anno 2000 al 2010 si sono insediate 108.870 aziende di  giovani, tanto che le aziende con titolare giovane nel 2010 sono 161.716.
Occorre tuttavia considerare che nella fascia di età compresa fra 18 e 40 anni nello stesso periodo, hanno cessato di essere presenti ben  20.336 e che i nuovi ingressi con titolare giovani non hanno quindi compensato il passaggio ad una fascia di età più avanzata o la condizione di vere e proprie cessazioni.
Il tasso di sostituzione quindi non raggiunge che il 70 %.
Inoltre va considerato che gli over 65 in Italia conducono un quarto della Superficie agricola utilizzata e producono un quinto dell’intera produzione lorda vendibile. È evidente quindi che l’attuale ricambio generazionale sia insufficiente ed evidenzia la fragilità della nostra agricoltura rispetto agli altri Paesi europei.
Il tutto mentre le aziende totali sono diminuite del 32,4% rispetto al 2000 pur con un aumento della dimensione media a 7,9 ettari (SAU) (+44,2%).
Secondo le osservazioni svolte da Inea sul campione RICA 2008-2009, le aziende condotte dai giovani agricoltori hanno una Superficie agricola utilizzata media più elevata (38,2 ha), un impiego di lavoro maggiore (2,1 Unità lavorative aziendali), una dimensione economica maggiore di 40 (51% del totale) e realizzano un maggior rendimento economico della Produzione lorda vendibile.
Le condizioni strutturali e di redditività sopra ricordate lasciano supporre che nei prossimi anni l’agricoltura italiana seguiterà ad avere forti processi di ristrutturazione e cambiamento per adattarsi ai scenari competitivi internazionali.
Affinché i giovani possano sviluppare con successo il proprio progetto di vita scegliendo la professione di agricoltore, vivendo nelle aree rurali, è innanzitutto necessaria la condizione di un agile reperimento del bene terra, al giusto valore.

Per questi motivi Agia e Cia, dopo aver proposto negli ultimi anni ai rappresentanti delle istituzioni e del mondo politico la “Carta di Matera”, l’istituzione della “Banca della Terra” e una legge per la “Difesa del suolo e dell’agricoltura” oggi avanzano al Governo e alle Regioni “Un Decalogo per la Terra”.

Il Decalogo viene proposto interpretando e assecondando la metafora del “cacciavite” che il premier Enrico Letta ha evocato in occasione di
provvedimenti emanati per venire incontro alle esigenze delle imprese e che hanno questo denominatore comune: non appartengono alla categoria delle riforme bensì sono delle intelligenti riparazioni o riordini di normative esistenti.

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Questa voce è stata pubblicata il 26/11/2013 da in Politica agricola con tag , , , , .

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