A g r i C u l t u r a

Leonardo Laureti – Agronomist & Farmer

La normativa sullo spandimento del letame in Umbria

Il Letame sono tutti gli effluenti di allevamento palabili, provenienti da allevamenti che impiegano la lettiera e che
abbiano subito un processo di maturazione. Sono assimilati ai letami, se provenienti dall’attività di allevamento:

— le lettiere esauste di allevamenti avicunicoli;
— le deiezioni di avicunicoli anche non mescolate a lettiera rese palabili da processi di disidratazione naturali
o artificiali che hanno luogo sia all’interno, sia all’esterno dei ricoveri;
— le frazioni palabili, da destinare all’utilizzazione agronomica, risultanti da trattamenti, compreso lo stoccaggio, di effluenti di allevamento;
— i letami, i liquami e/o i materiali ad essi assimilati, sottoposti a trattamento di disidratazione e/o compostaggio.

DOSE DI APPLICAZIONE

Qualora si utilizzino letami o materiali ad essi assimilati, non deve essere superato il valore di 340 kg per ettaro e per anno, comprensivo degli effluenti depositati dagli animali stessi quando sono tenuti al pascolo.

DIVIETO DI UTILIZZO DEL LETAME E DISTANZE DI RISPETTO

L’utilizzo agronomico dei letami e dei materiali ad esso assimilati non è consentito nelle seguenti situazioni:
a) a distanza inferiore a 5 m. dalle sponde dei corsi d’acqua superficiali, misurati a partire dal ciglio di entrambe le sponde o dal piede esterno degli argini dei corsi idrici;
b) a distanza inferiore a 5 m. dall’inizio dell’arenile dei laghi artificiali e naturali, ad esclusione dei laghetti collinari e di quelli artificiali aziendali, nonché dai corpi idrici ricadenti nelle zone umide individuate ai sensi della Convenzione di Ramsar del 2 febbraio 1971;
c) nei terreni di golena aperta, ossia in aree di pertinenza fluviale, non separati funzionalmente dal corso d’acqua mediante un argine secondario;
d) nei casi in cui i letami possano venire a diretto contatto con i prodotti destinati al consumo umano;
e) dopo l’impianto della coltura nelle aree adibite a parchi o giardini pubblici, nei campi da gioco, nelle aree utilizzate per ricreazione o in quelle destinate in genere ad uso pubblico;
f) nei boschi, ad esclusione degli effluenti depositati dagli animali nell’allevamento brado;
g) sui terreni innevati, gelati, con falda acquifera affiorante, con frane in atto, saturi d’acqua;
h) in caso di emissione, da parte dell’autorità competente, di specifici provvedimenti di divieto o di prescrizione in ordine alla prevenzione di malattie infettive, infestive e diffusive per gli animali, per l’uomo e per la difesa dei corpi idrici;
i) nei periodi dell’anno eventualmente stabiliti dalla Giunta regionale, in relazione agli andamenti climatici sfavorevoli, alle articolari condizioni locali, ai ritmi di assorbimento delle colture praticate, nonché ai principi contenuti nel CBPA ed agli  indirizzi delle Autorità di bacino nazionali ed interregionali;
j) sulle superfici non interessate dall’attività agricola, fatta eccezione per le aree a verde pubblico e privato e per le aree soggette a recupero e a ripristino ambientale.

TRASPORTO

Il trasporto dei materiali palabili e non palabili, ai sensi della presente direttiva, non è assoggettato alle disposizioni di cui alla normativa in materia di rifiuti; ai sensi dell’art. 7, comma 6, del regolamento CE 1774/2002, il trasporto dello stallatico non è assoggettato alle disposizioni dettate dal medesimo regolamento.
2. Quando i materiali di cui al comma 1 vengono destinati alla utilizzazione agronomica, il trasporto, dal luogo di produzione e/o di stoccaggio ai terreni di spandimento, è disciplinato nel modo seguente:
a. il trasporto deve essere effettuato tramite idonei mezzi onde evitare fuoriuscite e inconvenienti igienico- sanitari e deve essere corredato da un documento di accompagnamento, sottoscritto dal legale rappresentante (o da un suo delegato) dell’azienda da cui origina il materiale trasportato e dall’eventuale trasportatore, contenente:
• gli estremi identificativi dell’azienda da cui origina il materiale trasportato e del legale rappresentante della stessa;
• la natura e la quantità degli effluenti trasportati;
• l’identificazione del mezzo di trasporto;
• gli estremi identificativi dell’azienda destinataria e del legale rappresentante della stessa;
• gli estremi della comunicazione, redatta dal legale rappresentante dell’azienda da cui origina il materiale trasportato.
Una copia del documento di accompagnamento deve essere trattenuta dal produttore del materiale trasportato
ed una dal destinatario utilizzatore.
Una eventuale terza copia sarà trattenuta dal trasportatore qualora sia diverso dal produttore o dal
destinatario utilizzatore;
b. all’interno dei terreni a disposizione della stessa azienda da cui si origina il materiale trasportato, ancorché abbiano soluzioni di continuità, il trasporto deve essere effettuato rispettando il criterio dell’idoneità del mezzo di trasporto onde evitare fuoriuscite o inconvenienti igienico-sanitari senza l’obbligo del documento di accompagnamento di cui al precedente punto a. Tuttavia, il trasporto di tali materiali deve essere accompagnato da copia della comunicazione dalla quale si evincano le superfici interessate dall’utilizzazione degli stessi materiali.

In ogni caso le copie del documento di accompagnamento di cui al precedente punto a., devono essere
conservate dagli interessati per almeno quattro anni e, se del caso, messe a disposizione delle autorità preposte
al controllo.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 24/03/2015 da in Politica agricola con tag , , .
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