A g r i C u l t u r a

Leonardo Laureti – Agronomist & Farmer

Investire nell’olivicoltura in Umbria

Articolo tratto da OlioOfficina magazine.

di Leonardo Laureti (presidente Consorzio di tutela olio DOP Umbria)

Investire in olivicoltura in Umbria, occorre crederci. Ora che si sta inaugurando l’inizio del nuovo Programma di Sviluppo Rurale, si attendono molte risorse. Previsti aiuti annuali per ettaro di oliveto. Attenzione, il sostegno di per sè non basta. E’ un buon punto di partenza, ma per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità economica e ambientale ci vuole altro.

Investire in olivicoltura in Umbria. E’ questo il titolo dell’infografica realizzata dal Consorzio di tutela dell’olio Dop Umbria che ha come obiettivo quello di comunicare in maniera immediata e semplice le opportunità offerte dal nuovo programma di sviluppo rurale dell’Umbria 2014-2020 per quanto riguarda il settore olivicolo.

La nostra olivicoltura per continuare ad essere competitiva deve innanzi tutto puntare sull’alta qualità e per farlo deve necessariamente modernizzarsi per contenere i costi ed aumentare la produttività. Il sostegno economico c’è, non ci possiamo lamentare considerando anche la situazione economica in cui viviamo, quello che serve è la consapevolezza che l’olivo non si può solo custodirlo ma occorre coltivarlo al meglio.

Il nuovo programma di sviluppo rurale dell’Umbria, presenta molte opportunità per l’olivicoltura che è necessario saper cogliere e valorizzare al meglio se si vuole avere una giusta ricaduta sul territorio a vantaggio del nostro ambiente e del nostro paesaggio.

Non dimentichiamo infine che il sostegno di per sè non basta, è un buon punto di partenza ma per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità economica ed ambientale, è importante che parallelamente ci sia una gestione colturale razionale ed un’attenzione quasi maniacale al prodotto, in poche parole tanta passione.

PSR Umbria 2014-2020 per il settore olivicolo

Sostegno agli investimenti pari a 40% di contributo a fondo perduto, per la realizzazione di nuovi oliveti o ristrutturazione di quelli esistenti, oppure per l’acquisto di nuovi macchinari per la molitura delle olive (frantoi). Sono previsti anche aiuti anche per la realizzazione di locali per la degustazione/vendita di prodotti, che sono fondamentali per promuovere al meglio il prodotto e mostrare al turista quel legame prodotto-territorio, punto di forza di questa regione.

Sostegno agli investimenti pari a 20% di contributo a fondo perduto, per l’acquisto di macchine per la raccolta meccanica delle olive (in questo caso occorre possedere almeno 6 ettari di olivo) o per la potatura agevolata.

In entrambi i casi le percentuali aumentano rispettivamente di un 10% se la prevalenza dell’azienda agricola è in zona montana/svantaggiata e di un ulteriore 10% se il titolare è un giovane agricoltore (meno di 40 anni e insediato nel settore da non più di 5 anni). Solo i frantoi hanno un tetto massimo di aliquota del contributo pari al 40%.

Anche dal lato ambientale, gli impegni agro-climatico-ambientali, l’olivo è la coltura agricola che in umbria meglio si adatta alla coltivazione biologica rispetto a tutte le altre colture come i cereali, vigneti, frutteti, ortaggi…
Per questo sono previsti anche aiuti annuali per ettaro di oliveto che viene gestito nel rispetto dei disciplinari di produzione integrata della regione Umbria, o in agricoltura biologica.

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Questa voce è stata pubblicata il 02/08/2015 da in Politica agricola.
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