A g r i C u l t u r a

Leonardo Laureti – Agronomist & Farmer

Cosa c’entra un premio nobel per un olio DOP

Il grande merito per aver introdotto il concetto di “asimmetria dell’informazione” appartiene all’economista George Akerlof, Nobel nel 2001,con il suo articolo sul mercato dei “bidoni”.
Le auto usate possono essere di “alta qualità” oppure “bidoni”. I venditori di auto buone non possono vendere il prodotto al di sotto di una certa soglia di prezzo: il prezzo di un buon prodotto sarà quindi mediamente elevato. I venditori di “bidoni” possono applicare prezzi sensibilmente più bassi. Ora, i potenziali acquirenti non sanno se l’auto che stanno per comprare è di buona o cattiva qualità: sono in una situazione di asimmetria informativa, la quale comporta che i compratori siano in possesso di un numero inferiore di informazioni sulla qualità del bene oggetto di scambio rispetto al venditore. Sanno, però, di avere una probabilità che l’auto sia un bidone, pertanto saranno disposti a spendere un “prezzo medio” tra il prezzo dei venditori di auto buone ed il prezzo dei venditori di “bidoni”. Il prezzo medio non è altro che la qualità aspettata dall’acquirente. Ma con tale prezzo riuscirà a comprare solo auto di cattiva qualità. Così i venditori di auto buone usciranno dal mercato lasciando posto solo ai venditori di auto di bassa qualità, i quali scorgeranno e sfrutteranno ottime occasioni di guadagno. Col tempo, quindi, le auto buone verranno ritirate dal mercato, rimpiazzate dai bidoni, e ciò porterà ad un abbassamento del prezzo di mercato.
Questo è il meccanismo della adverse selection, o selezione avversa: in un mercato con asimmetrie informative si abbassa la qualità media dei prodotti mentre i prodotti migliori vengono spiazzati.

“…In 2001, Professor George Akerlof of the University of California Berkeley received the Nobel prize for Economic Sciences for his Theory of Asymmetric Information, which he first introduced in 1970 as a means of explaining many common economic phenomena that could not be otherwise explained.
The theory itself is quite easy to understand because it is essentially “common sense”. The basic argument of Professor Akerlof is that buyers in many markets use statistics to measure the value of a class of goods and thus see the average of the market as a whole, whereas sellers have a more intimate knowledge of specific items. And this asymmetry gives sellers an incentive to sell goods of less-than-average market quality. The average quality of goods will then reduce as will the market size.
Akerlof began his 1970 paper by taking a model of the automobile market in which there are two kinds of cars: new cars and old cars, both of which can be good or bad (the bad cars are commonly known as “lemons”). The price of good cars and lemons remains the same because potential buyers cannot tell them apart, and so the owner of a good old car is locked in his position: he cannot get the real value of his car from the market, because it is better than the market average. In the end, most of the cars that are traded are “lemons” and, gradually, worse cars start to dominate the market in a process that Akerlof called “adverse selection”.
… Akerlof’s theory applies perfectly to the case of olive oil. The olive oil market is characterized by the evident asymmetry of buyers’ and sellers’ information. There are clear signs that the producers of high quality oil are locked in their positions, and the inevitable consequences of “adverse selection” are before our eyes: there is a very small difference in the average price of refined and extra virgin olive oils, which leads to the risk of a progressive reduction in average quality and in variety and, despite the many opportunities, a future decrease in market size”.

In sostanza il Prof. Akerlof dice: supponiamo che un venditore abbia verificato che l’olio che si vende di più è quello in bottiglia da un litro ad un prezzo di 7 Euro (non il più basso, né il più alto, un olio sostanzialmente banale, ma con qualche connotazione di riconoscibilità). Il suo interesse sarà di vendere a queste condizioni l’olio che gli costa di meno e che quindi gli fa guadagnare di più, vale a dire l’olio “peggiore” compatibilmente con le indicazioni sopra riportate.

Il Prof. Akerlof sostiene che l’informazione asimmetrica fra il venditore e il consumatore (il venditore sa, il consumatore non sa e non è in grado di giudicare) fa sì che si venda sempre più olio banale e sempre meno olio di buona o eccellente qualità. Questo sarebbe infatti del tutto fuori mercato. Questo è il meccanismo perverso che sta distruggendo l’olivicoltura di qualità e al quale la DOP non sembra in grado di opporre alcuna significativa resistenza.

Esiste una analogia tra la teoria di Akerlof per le auto usate e il mercato degli oli extravergini di oliva. La vasta gamma di qualità di oli che possono essere commercializzati come extravergine indebolisce la competitività dei produttori di olio extra vergine di oliva di qualità superiore, dando un vantaggio alle grandi aziende di imbottigliatori che possono vendere a basso costo prodotti che, pur rientrando nella categoria extravergine, presentano una qualità inferiore. Il risultato ancora una volta è lo stesso: si abbassa la qualità media dei prodotti mentre i prodotti migliori vengono spiazzati.

Alla asimmetria di informazione si associa una squilibrata distribuzione del potere di mercato tra gli attori della filiera che incide negativamente sui meccanismi di formazione e trasmissione dei prezzi. Mentre le attività di campo e di trasformazione sono estremamente frammentate, le industrie di imbottigliamento e commercializzazione stanno diventando sempre più concentrate, acquistando potere nella determinazione dei prezzi di mercato. Queste caratteristiche strutturali della filiera influenzano la formazione e la trasmissione dei prezzi, con effetti negativi sui prezzi pagati agli olivicoltori.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 29/11/2015 da in Politica agricola.

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